WILD FACTS SANTA MUERTE

WILD FACTS SANTA MUERTE

Wild Facts Santa Muerte sarà il terzo libro che pubblico in maniera totalmente indipendente, il libro uscirà a Dicembre 2019.

Ho creato questo breve booktrailer, lo avevi già visto?

 Comprando una copia in anticipo mi aiuterai a finanziare un nuovo viaggio in Messico, in questo modo continuerò a lavorare sul progetto nella settimana del 1 Novembre quando le celebrazioni sono ancora più sentite.

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COSA MI HA PORTATO QUI

Ora che sto scrivendo sono ancora in Messico, non mi trovo più a Città del Messico dove sono rimasto per 12 giorni. Da 7 anni sto girando in solitaria per il centro e sud America, il mio primo viaggio fu proprio in Chiapas regione a sud del Messico a confine col Guatemala.

In questi viaggi ho imparato ad amare l'America Latina, ho provato a rallentare sempre di più, non accontentarmi delle indicazioni della Lonely Planet, ad avere fiducia totale nelle persone che incontro in giro.

I giorni a Città del Messico sono stati di ambientamento, è una città enorme, tanto traffico e gli spostamenti sono spesso molto lunghi. Ho conosciuto gente del posto e con loro ho attaccato le foto nel quartiere Tepito, ho scritto due righe per raccontare Urban Facts Messico.

Proprio prima che iniziassimo ad incollare le foto su di un muro andai all'altare della Santa Muerte che si trova nello stesso quartiere, ho conosciuto la signora che lo ha creato e ho fatto una lunga chiacchierata con lei. Sapevo già qualcosa della Santa Muerte ma questa è stata l'occasione per iniziare ad approfondire più nel concreto, iniziare a parlare con le persone per capire effettivamente di cosa si trattasse senza rimanere trincerato nei luoghi comuni.

 

LA SANTA MUERTE

In Messico il culto della morte come divinità non è una cosa nuova, già in epoca preispanica in qualche modo si venerava in varie forme. Ai giorni d'oggi il culto dei morti è una cosa molto sentita, divenuta negli ultimi anni anche folkloristica. L'immagine scheletrica, i teschi non fanno paura, non c'è scaramanzia o timore. L'arte di José Guadalupe Posada ha dato forma a tutto questo, l'immagine della morte non è solo tenebre ed oscurità ma è qualcosa con cui relazionarsi in carne ed ossa, o meglio...solo ossa.

Questa è la premessa generale ma il culto della Santa Muerte non è tutto questo, è bene non confonderlo col culto dei morti anche se è chiaramente in forte relazione così come è in forte relazione con tutta una serie di pratiche e rituali propri della Chiesa Cattolica. Ma anche la Chiesa Cattolica ha preso le distanze da questo culto, e così negli ultimi 25 anni ha spopolato nelle fasce più deboli, tra gli emarginati, tra chi vive la strada, chi delinque ed anche tra i più forti cartelli di narcotrafficanti.

Più lo stato e la chiesa prendevano le distanze e più questo culto si faceva forte nei bassifondi di Città del Messico per arrivare poi in tutto il mondo, creando per molti aspetti una vera e propria sottocultura. 

Ora sono più di 10 milioni di persone nel mondo, e questa cosa per alcuni versi ha iniziato a spaventare. Da un lato si sta provando ad assorbire il culto in forme più "soft" con serie TV e film di Hollywood e da un altro la Chiesa Cattolica sta dando molta importanza a San Giuda come santo protettore delle cause impossibili.

E' un argomento che mi ha suscitato grande interesse, viverlo in prima persona ancora di più ed è per questo che voglio continuare a studiare, documentarmi e portare avanti questo progetto fotografico e trasformarlo in libro stampato. 

 

 

IL PROGETTO WILD FACTS

Due anni fa decisi di lanciarmi in un esperimento di autoedizione indipendente, volevo creare un libro con le mie foto ma non ero disposto a scendere a compromessi con l'editoria e con il mercato che sfrutta chi prova di pubblicare le proprie opere.

Ho messo insieme una serie di idee e ho creato Wild Facts, a partire dalla forma il risultato è stato abbastanza differente dallo standard dei libri fotografici che si trovano in libreria. Volevo creare qualcosa che fosse stato facilmente fruibile da tutti e quindi anche la rilegatura, la stampa, la carta dovevano aiutarmi. 

Senza l'aiuto di nessuno creai il primo libro: Wild Facts Istanbul, una sorta di esperimento che avrei divulgato tra amici, ma in poco più di un mese ho venduto tutte le copie. Chi mi seguiva e apprezzava il mio lavoro mi ha supportato immediatamente, il libro poi è stato premiato ed esposto al Centro Italiano della Fotografia d'Autore.

Dopo qualche mese ho pubblicato Wild Facts Bolivia: avevo fatto tesoro di tutti gli errori e tutti i consigli che avevo ricevuto dalla prima pubblicazione e ho provato a migliorare ancora l'idea di libro che avevo in mente. Ancora una volta l'interesse delle persone che mi vogliono bene è stato enorme, il mio obiettivo era raggiunto: uscire da un monitor o da uno smartphone e portare le foto stampate in mano alla gente.

Pubblicare un libro, anche se in una forma indipendente, è molto faticoso, mi ha richiesto tanto impegno, tempo ed energie. Negli ultimi due anni mi sono fermato dando spazio ad altri progetti in attesa che ritrovassi forza ed entusiasmo e principalmente una storia importante da raccontare. 

giovedì 08 agosto 2019

SE FOSSI FOTO Emanuele Di Cesare EMANUELE DI CESARE
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